Le false notizie sui migranti sono all’ordine del giorno. Bisogna fare sempre molta attenzione a questo genere di notizie. Spesso, si urla ben presto allo scandalo senza neanche terminare la lettura dell’articolo. Ci si ferma al titolo, alla parola ‘migranti’ e… ci si indigna, si condivide e si commenta negativamente. I post sono condivisi spesso in maniera fuorviante, con titoli ingannevoli e che poco rispecchiano la realtà dei fatti. In fanpage, su Facebook, i nostri lettori ci hanno segnalato un articolo di ImolaOggi, dal titolo: “Migranti, governo finanzia videogioco per prepararli all’arrivo in Italia”.

Videogiochi per i migranti

ROMA, 15 MAR – Videogiochi strumento “didattico” per informare i migranti e prepararli al loro arrivo in Italia, ma anche per informare chi dovrà accoglierli. Questo il tema principale della conferenza “Serious Games e migranti. Il videogioco come ponte tra popoli e culture” tenutosi a Roma, in occasione del festival “Let’s play”.

I videogiochi moderni “possono portare buone novità in tema di integrazione e di orientamento”, ha sottolineato il sottosegretario al ministero dell’Interno italiano, intervenuto alla conferenza. Per quanto giochi, essi “ci consentono di conoscere meglio le persone e anche farci conoscere meglio dalle persone che arrivano sul nostro territorio”. Le nuove tecnologie, sempre a portata di mano grazie alla diffusione degli smartphone, possono “dare una serie di indicazioni per consentire alle persone che arrivano di comprendere noi, le nostre istituzioni e il nostro modo di vivere”.
Il sottosegretario spiega che iniziative “sono già in campo: il governo ha già finanziato un progetto in questo senso, ma abbiamo anche altre iniziative perché vorremmo riuscire a fare anche della tecnologia un modo per la formazione, per arricchire le loro competenze e tornare nei loro Paesi di origine come formatori dei ragazzi che troveranno là”.

Nel corso dell’evento è stato possibile provare i visori di realtà aumentata del progetto #milionidipassi di Medici Senza frontiere, con i quali calarsi nella realtà dei migranti, all’interno di un ospedale, in un campo profughi. Piattaforme, giochi, esperienze di realtà virtuale possono aiutare a farci capire da dove vengono i migranti, da dove scappano, e quali sono i loro progetti qui. Con queste tecnologie, si spiega nel corso dell’evento, è possibile anche raccogliere i dati e immagazzinarli per poter poi intervenire capendo quando partono, in quanti, i flussi, e non solamente affrontando l’emergenza. La tecnologia “può consentire, anche se con moltissime variabili, una programmazione” sugli arrivi futuri, sottolinea Manzione. La cultura del gioco per raccontare di sé e permettere a chi ti riceve di riceverti nel modo migliore: un meccanismo che potrebbe sovvertire il processo di migrazione attuale, fatto tutto di nascosto, rendendolo più trasparente. Sul tema nel governo italiano “c’è comprensione del potenziale di questi strumenti”.(ANSAmed).

La fonte è Ansamed, per cui, possiamo affermare sia attendibile. Occhio al titolo, però:  la prima parola che appare è Migranti. Gli ‘acchiappaclick’ di turno hanno fatto leva proprio su questo aspetto. In molti, così, avranno cliccato e condiviso la notizia senza nemmeno leggerla. Indignandosi e facendo indignare i propri amici su Facebook. Solo chi avrà letto l’articolo con attenzione, avrà notato che in realtà non esiste alcun videogioco che prepara al viaggio estenuante che compiono i migranti per arrivare in Italia, ma una una serie di progetti che descrivano l’immigrazione stessa.

Ad esempio, la Milioni di Passi Experience, che mostra nel comodo delle nostre case la disperazione e le condizioni precarie di un “viaggio della speranza”. Il progetto “Serious Games e Migranti” non è, evidentemente, finalizzato ad un solo fantomatico “gioco per educare i migranti”, ma ad una serie di risorse necessarie per educare tutti ad una diversa consapevolezza sul fenomeno.

IL RESPONSO DI BUFALE VIRALI: TITOLI INGANNEVOLI