E’ una notizia che ha fatto il giro del web, arrivando sulle prime pagine dei giornali nazionali (nella versione online) quest’oggi: si tratta dell’emendamento, opera dell’entourage del Presidente Vladimir Putin, che depenalizzerebbe la violenza domestica in Russia.

Un emendamento che ha trovato ampio posto sui siti internet dei principali quotidiani nazionali (di seguito vediamo i siti de ‘La Repubblica’ e de ‘Il Fatto Quotidiano’. In tal senso fa eccezione il sito del Corriere):

Si tratta di una proposta attraverso la quale fare facile propaganda anti russa, magari semplificando la questione. Una proposta ovviamente molto controversa, che ha scatenato polemiche in Italia (dove i leoni da tastiera sono copiosi) ma anche in Russia (secondo quanto riportato da diverse fonti online, come L’Opinabile che è stato il primo a parlare del tema in Italia).

Per capire di cosa stiamo parlando, citiamo il pezzo de ‘La Repubblica’ al riguardo:

La chiamano la “legge sugli schiaffi”, per le donne è invece un “incoraggiamento ai tiranni in casa”. Dopo la scontata approvazione di stamattina in terza lettura, la legge che depenalizza le violenze domestiche in Russia passerà al Senato e poi sul tavolo del presidente russo Vladimir Putin e diventerà presto effettiva. Picchiare coniuge e figli non sarà più reato. Il testo rimuove dal Codice penale russo il reato di “percosse in famiglia” declassandolo a un illecito amministrativo punibile con un’ammenda tra i 5mila e i 30mila rubli (80-470 euro), l’arresto da 10 a 15 giorni o 60-120 ore di servizio civile. La violenza domestica resterà un crimine punibile con due anni di carcere solo nel caso in cui venga ripetuta più volte nello stesso anno o sia motivata da odio o teppismo. Il crimine ritorna inoltre nell’ambito delle “azioni giudiziarie private”, dove spetta alla vittima raccogliere le prove e denunciare l’abuso.

Ma approfondendo la questione, e andando così a leggere fonti russe (probabilmente filo governative, ma sicuramente maggiormente capaci di entrare nel merito), riusciamo a contestualizzare meglio il tutto:

Russia’s Lower House has passed the bill that reduces domestic violence to an administrative offence, but repeated cases or violence that leads to bodily harm will still be prosecuted under the Criminal Code. […]

The downgrading, which has already led to numerous protests in Russia and concerned statements from abroad, has often been referred to as the “decimalization of domestic violence” in the Russian and foreign media. In reality, however, the bill is not as straightforward as it would appear.

The bill changes “beating of close persons” from a criminal offense and to a civil one. Once it is signed into law, first time offenses not resulting in bodily harm will be punishable by fines between 5,000 and 30,000 rubles, 60 to 120 hours of community service, or 10 and 15 days of police detention. Repeatedly assaulting relatives or causing bodily harm to family members remain criminal offences, with the punishment unchanged – a fine amounting up to three months’ income, community service of up to 360 hours, or up to three months of police detention. Beatings that cause bodily harm can carry a punishment of up to two years behind bars.

In mid-2016, first-time attacks on people who were not family members or relatives were moved from the criminal code into the administrative (civil) code. One of the sponsors of the current amendment, MP Olga Batalina of United Russia, pointed out to the press earlier that this left parents appearing more dangerous to their children than complete strangers, which is obviously untrue. A father could spend two years behind bars for slapping his child, while a neighbor would walk away with a fine for doing the same, she said.

E’ una questione di toni: se ‘La Repubblica’ parla dell’emendamento russo come di una scelta politica apocalittica, ‘RT’ spiega come avvenga in un contesto in cui anche le violenze al di fuori del contesto familiare erano state depenalizzate e che quindi diveniva opportuno riportare sullo stesso piano le violenze all’interno della famiglia (che rimangono punibili penalmente quando reiterate).

In ogni caso, la notizia è stata riportata in Italia con toni eccessivamente propagandistici: toni che fanno sì che i fatti non possano essere interpretati per quelli che sono.

IL RESPONSO DI BUFALEVIRALI: PROBABILE BUFALA (BISOGNEREBBE CONOSCERE PARECCHIO BENE IL CONTESTO RUSSO PER PARLARNE CON COGNIZIONE DI CAUSA)