Questo weekend una delle notizie più lette riguardava un presunto incidente nucleare in Slovenia, per l’esattezza a Krško, a soli 130km dal confine con l’Italia.

Uno dei titoloni acchiappa-click più letti, quello di zapping 2015,  recitava:

Grave incidente alla centrale nucleare di Krško in Slovenia, a soli 100 km dal confine Italiano. Ma i Tg non ci dicono niente …per loro l’unica minaccia all’ambiente è ora lo stadio di Roma…!

Noi di BufaleVirali non ci stancheremo mai di dirvelo: se già nel titolo della presunta notizia leggete cose come “i TG non ci dicono niente”, “i TG non ne parlano“, ecc., per lo meno cominciate a dubitare. La prima cosa da fare? Non condividere il link sui social contribuendo a diffonderlo ulteriormente ma concedervi cinque minuti per leggerlo.

Il che, nel caso del pezzo sull’incidente nucleare in Slovenia, sarebbero sicuramente 5 minuti della vostra vita sprecati, lo riconosciamo. Ecco cosa recita il testo della notizia:

La centrale è stata connessa alla rete il 2 ottobre 1981, entrando in operatività il 15 gennaio 1983. È dotata di un reattore ad acqua pressurizzata Westinghouse di costruzione canadese da 696 MW elettrici netti contenente 48,7 tonnellate di combustibile a base di ossido d’uranio.

Da sempre la centrale nucleare di Krško sta al centro di interrogazioni e manifestazioni di protesta da parte di numerose associazioni ambientaliste. Nel 1993 si chiese di adeguare l’impianto alle normative dell’Unione Europea. I generatori di vapore Westinghouse pare abbiano tutti lo stesso problema: perdite con fuoriuscita di radionuclidi dispersi nell’atmosfera. La centrale di Krško sorge su di una faglia ed è dunque zona sismica. Ne parlammo qui dopo un terremoto nella zona.

Se si verificasse un incidente della portata di quello di Chernobil le persone coinvolte sarebbero circa 30 milioni, di cui 5 milioni a rischio di vita. Indicativamente, le zone maggiormente coinvolte dal fall-out radioattivo sarebbero, oltre a Slovenia e Croazia, il Triveneto in particolare e in generale l’Italia centro-settentrionale.

Nella mattina del 16 febbraio alle ore 8e30 la centrale nucleare di Krsko si è automaticamente fermata perché il sistema di sicurezza ha evidenziato un problema alla ventilazione delle pompe dell’acqua verso il reattore. Le autorità non segnalano fuoriuscite di materiale radioattivo.

“Già il 4 giugno 2008 una perdita nel sistema di refrigerazione primario del reattore ha fatto scattare un allarme internazionale ed attivare la procedura di spegnimento dell’impianto ma non è stata riscontrata alcuna fuga radioattiva nell’ambiente circostante e l’evento è stato classificato a livello 0 (deviazione non significativa per la sicurezza) nella scala INES dell’IAEA. Secondo l’agenzia di controllo nucleare slovena, non vi è stato rilascio di materiale radioattivo nell’ambiente ammettendo comunque che si è verificato ciò che nessuno si aspetta. Sempre secondo l’agenzia per l’energia nucleare slovena l’evento non ha influenzato i lavoratori, la popolazione vicina o l’ambiente. Le autorità slovene hanno inizialmente fatto passare l’incidente per una esercitazione e solo alcune ore dopo in seguito a domande di chiarimenti da parte delle autorità austriache hanno avvisato le istituzioni internazionali, compresa l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) e l’ECURIE. L’Unione europea ha quindi notificato (tramite ECURIE) gli altri Stati membri dell’UE e diverse agenzie di stampa di tutto il mondo hanno poi riferito dell’incidente”. da Wikipedia.

In caso di emergenza ambientale da fuoriuscita di materiale radioattivo la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, Esercito e Marina dovrebbero tempestivamente rilevare il livello di contaminazione e convogliare la popolazione verso i centri di decontaminazione, oltre che evacuarla lontano dalle zone di rischio. Tute NBC, maschere antigas con filtri appositi, rilevatori di radiazioni, contatori geiger dovrebbero essere alla portata di tutti i centri di raccolta. L’emergenza nucleare, evidentemente, è un’evenienza da prendere in seria considerazione, data la oramai prossima messa fuori uso per anzianità, della maggior parte delle centrali nucleari in Europa.

Nel frattempo proprio ieri 16 febbraio 2017 la centrale nucleare di Leibstadt, Svizzera può essere riattivata. L’impianto era fermo da circa sei mesi per problemi tecnici, le cause del disguido. La riattivazione della centrale ha suscitato critiche da parte del Land tedesco del Baden-Württemberg e austriaco del Vorarlberg, che hanno recentemente chiesto chiarezza sulle cause del problema tecnico.

L’impianto era stato disattivato il 2 agosto del 2016 per la revisione annuale. Durante la perizia erano stati rilevati segni di ossidazione su 47 dei 648 elementi combustibili che costituiscono il cuore del reattore. WWF, Greenpeace, Pro Natura, PS e Verdi – hanno chiesto trasparenza. In una nota Greenpeace parla di “una decisione che va contro il buon senso e i principi dell’IFSN e di una sperimentazione pericolosa contraria a tutte le regole di sicurezza”. L’organizzazione sottolinea che 16’000 persone hanno firmato una petizione sostenuta dalle 19 associazioni che chiede di mantenere Leibstadt disattivata. Qui un interessante articolo di Lifegate.

Ma quale incidente nucleare in Slovenia?!

Una lunghissima e inconcludente papparedella per dare la vera notizia (che così interessante non è): la mattina del 16 febbraio il sistema di sicurezza della centrale nucleare di Krsko ha riscontrato un problema alla ventilazione delle pompe dell’acqua verso il reattore, e ha automaticamente bloccato tutto, evitando possibili fuoriuscite di materiale radioattivo.

Punto.

Non c’è stato alcun incidente nucleare in Slovenia: semplicemente, la centrale di Krsko ha temporaneamente bloccato la produzione per far fronte a un problema tecnico che comunque non ha avuto alcuna conseguenza.

Lo conferma anche (come riporta TriestePrima.it) l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) che ha interpellato, tramite l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), l’Autorità slovena che ha confermato «un malfunzionamento in uno dei componenti del sistema di controllo della pompa di alimentazione dei generatori di vapore della centrale, che ha determinato un afflusso insufficiente di acqua ai generatori stessi. Come previsto dal sistema di protezione dell’impianto in tali circostanze il reattore è stato arrestato automaticamente».

Non si può dunque parlare di un vero e proprio incidente nucleare in Slovenia, anche perché grazie ai sistemi di sicurezza l’incidente non è mai avvenuto, come confermato dalle autorità locali: «Non è stato necessario attivare alcuna risposta di emergenza, né vi sono stati rilasci all’ambiente. Il componente all’origine del malfunzionamento (un convertitore del segnale analogico del sistema di controllo in pressione per l’azionamento delle valvole di regolazione della portata) è stato sostituito».

IL RESPONSO DI BUFALEVIRALI: ALLARMISMO