Ci segnalano la notizia diffusa da GranoSalus sulle tossine presenti nella pasta di alcune marche. Attenzione: si parla di materiali altamente tossici come Don, Glifosate e Cadmio. Per cui, la notizia ha destato un bel po’ di scalpore tra gli utenti dei vari social network. Secondo i test di GranoSalus, Divella e La Molisana, superano i limiti che la legge impone per i bambini sul DON. Ma c’è anche qualcosa di più preoccupante: la coopresenza di Don, Glifosate e Cadmio negli spaghetti Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia, rivela un’attività di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali vietata dai regolamenti comunitari. Queste sostanze pericolose non dovrebbero assolutamente presenti nei grani duri del Sud. Tuttavia, se un marchio come Granoro 100% Puglia presenta tracce di questi contaminanti… significa che qualcosa proprio non va!

 

Granoro risponde a GranoSalus

L’attacco ai vari pastifici sembrerebbe fondato, tuttavia sono anche già arrivate le repliche dei vari pastifici. Infatti, questo è quanto scrive a propria discolpa il pastificio Granoro: “Il grano utilizzato nella produzione della pasta Granoro ‘Dedicato 100% Puglia’ è ottenuto da filiera costituita da operatori esclusivamente pugliesi”.

GranoSalus cita, La Molisana risponde:

Ma l’articolo di GraoSalus cita anche altri produttori di pasta italiani, oltre la Granoro. Tra le varie risposte c’è anche quella di La Molisana. Vi riportiamo per intero il post pubblicato su Facebook: “Riteniamo che la produzione di alimenti sia prima di tutto una questione etica, per questo consideriamo un nostro dovere, ma anche un diritto, esprimere rispetto alla questione sollevata dall’articolo di GranoSalus. Produttori in difesa del Consumatore del 26 febbraio 2017, una posizione chiara e di denuncia. Siamo mugnai dal 1910 e abbiamo costruito una solida reputazione nella selezione dei grani duri più pregiati in Italia e all’estero, nella consapevolezza che una pasta eccellente nasce sempre da un mix di grani di qualità superiore, perfettamente salubri, con caratteristiche chimico-fisiche diverse e complementari. Ci teniamo a sottolineare che siamo fortemente motivati a tutelare produttività e redditività colturale e a recuperare l’agro-biodiversità italiana. Per questo abbiamo siglato contratti di filiera con oltre 600 produttori del Molise e della Puglia, per l’acquisto di 11.000 tonnellate del seme di grano duro Maestà. La scelta di utilizzare anche grani esteri è, d’altro canto, motivata dalle seguenti ragioni: 1. l’origine italiana del grano duro non è di per sé sinonimo di qualità: il grano raccolto nel 2016, pur abbondante, è risultato per l’80% di medio – bassa qualità, senza l’apporto di grani esteri di pregio sarebbe perfino difficile rispettare le regole della legge di purezza che tutelano la pasta italiana; 2. la produzione nazionale di grano duro è insufficiente a coprire il fabbisogno di consumo: la media del raccolto del grano in Italia negli ultimi anni è di circa 39 milioni di quintali a fronte di una domanda di consumo di circa 55 milioni di quintali; 3. le caratteristiche igienico-sanitarie e quindi di salubrità del grano duro estero sono rigorosamente certificate dagli organismi della Polizia di frontiera presso le Dogane di terra e marittime e dai Corpi di Polizia sul territorio nazionale. Infine questa scelta, diversamente da quanto si pensa, è per noi anche più onerosa, perché il grano estero di qualità superiore costa oltre il 40% in più rispetto a quello nazionale. In conclusione, esprimiamo seri e fondati dubbi sull’attendibilità dei dati riportati nell’articolo sopra citato, non essendo ben precisata né la metodica utilizzata né la loro fonte (si parla genericamente di un laboratorio estero senza definirne tipologia, specializzazione e provenienza). L’articolo di GranoSalus persegue finalità diffamatorie e strumentalmente denigratorie, dal momento che i nostri valori riportati in tabella, come quelli di tutti gli altri colleghi pastai citati, sono di gran lunga sotto i limiti prescritti dalla vigente normativa in materia. Tuteleremo con forza nelle sedi opportune l’onorabilità della nostra azienda e la fiducia che quotidianamente i consumatori in noi ripongono, consapevoli che le nostre affermazioni sono veritiere e verificabili”.

 

IL RESPONSO DI BUFALE VIRALI: PROBABILE BUFALA