L’Isis semina terrore nel mondo orientale ai giorni nostri. Difficile pensare come un gruppo di criminali possa prendere il dominio in alcuni vasti territori, difficile pensare che possano ancora verificarsi eventi come questo. Se però ci affacciamo un po’ nel nostro passato, vediamo un’impresa che somiglia a quella dell’Isis ad opera di un certo Giuseppe Garibaldi.

Prendiamo in esame uno studio del Prof. Corrado Mirto, studioso dell’epoca medioevale siciliana e del Vespro, morto nel 2014. In questo studio, il prof Mirto analizza le imprese di Garibaldi e le sue truppe che seminarono terrore in molte popolazioni del Sud Italia. Sgozzamenti e decapitazioni a migliaia si lasciavano alle spalle i suoi soldati. I tagliatori di teste provenivano dal Piemonte. E quando scriviamo ‘tagliatori di teste’, lo facciamo con criterio. Ci sono diverse immagini che raffigurano teste mozzate in centinaia.

Alcune teste sono esposte nel museo Cesare Lombroso a Torino, nonostante diverse associazioni ne hanno chiesto la chiusura e alcune famiglie hanno chiesto indietro i resti dei loro parenti, tutt’ora il museo resta aperto quasi orgoglioso di questo scempio.

In quei tempi, la classe dirigente del Piemonte che occupò la Sicilia era composta da atei che odiavano il cristianesimo e il cattolicesimo. E così si registrarono diversi furti alla Chiesa. Beni di ordini monastici, di vescovati, di enti religiosi. Un vero e proprio crimine contro l’istituzione clericale.

Insomma, si può trovare o no una certa associazione tra i mille di Garibaldi e le truppe dell’Isis? Chissà, però in parte si somigliano.

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