Nessuno rinuncerebbe mai alla propria auto, spesso viene presa anche per brevi tratti di strada. La complicazione più grande però è la questione dell’assicurazione. L’incubo è senza dubbio il tacito rinnovo Rc auto, indovinate un po’? Anche su questo argomento c’è chi ha montato su una bella bufala, vi proponiamo quello diffuso online da Il Populista, il cui nome parla chiaro: “Automobilisti tartassati “grazie” al PD. Torna il tacito rinnovo per la Rc Auto. Significa che le compagnie assicurative potranno rinnovare in automatico il contratto in scadenza, in assenza di un’esplicita disdetta. E quindi potranno far scattare aumenti giocando sulle dimenticanze dei clienti. Difficile controllare ogni scartoffia, verificare costantemente se il rapporto con una certa assicurazione resti o meno vantaggioso. Una beffa insomma. E pensare che da quando è stato eliminato il tacito rinnovo per le assicurazioni tradizionali, nel 2012, il premio medio dell’assicurazione si è ridotto di 80 euro, ovvero del 18,3% come spiega il sito Linkiesta. Nessuno rinuncerebbe mai alla propria auto, spesso viene presa anche per brevi tratti di strada. La complicazione più grande però è la questione dell’assicurazione. L’incubo è senza dubbio il tacito rinnovo Rc auto, indovinate un po’? Anche su questo argomento c’è chi ha montato su una bella bufala, vi proponiamo quello diffuso online da Il Populista, il cui nome parla chiaro: “Automobilisti tartassati “grazie” al PD. Torna il tacito rinnovo per la Rc Auto. Significa che le compagnie assicurative potranno rinnovare in automatico il contratto in scadenza, in assenza di un’esplicita disdetta. E quindi potranno far scattare aumenti giocando sulle dimenticanze dei clienti. Difficile controllare ogni scartoffia, verificare costantemente se il rapporto con una certa assicurazione resti o meno vantaggioso. Una beffa insomma. E pensare che da quando è stato eliminato il tacito rinnovo per le assicurazioni tradizionali, nel 2012, il premio medio dell’assicurazione si è ridotto di 80 euro, ovvero del 18,3% come spiega il sito Linkiesta. All’epoca opporsi al rinnovo era un onere del cliente, obbligato a comunicare tramite raccomandata la disdetta del contratto almeno 15 giorni prima della scadenza della polizza. L’abolizione del tacito rinnovo ha favorito i cambi di compagnia assicurativa, allo scopo di ottenere condizioni contrattuali più vantaggiose. Lo schiaffo ai consumatori si è concretizzato con un emendamento approvato dalla commissione attività produttive della Camera. La norma, per ironia della sorte inserita nel ddl “concorrenza”, sarà approvata entro l’estate. E chi ha promosso questo geniale emendamento? La senatrice del PD Laura Puppato. Che di professione faceva l’imprenditrice nel ramo assicurativo tradizionale. Esattamente quello favorito dal meccanismo del tacito rinnovo. Guarda caso. Del resto viviamo in un Paese dove i conflitti d’interessi diventano tali solo se riguardano esponenti del centrodestra”.

Bufala costruita sull’odio degli italiani medi per la politica e per il partito di Renzi, colpevole di favorire le classi sociali più forti. Ma vediamo nei particolari questo decreto legge contro cui qualcuno si è scagliato: All’articolo 170-bis del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1 è premesso il seguente: «01. Le polizze assicurative del ramo danni di ogni tipologia, alla loro scadenza, non possono essere rinnovate tacitamente»; b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: «1-bis. La risoluzione di cui al comma 1 si applica anche alle assicurazioni dei rischi accessori al rischio principale della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, qualora lo stesso contratto, ovvero un altro contratto stipulato contestualmente, garantisca simultaneamente sia il rischio principale sia i rischi accessori».
Non ci vuole allora un economista per capire che il presunto tacito rinnovo non era altro che una falsa notizia, basata sulla scarsa voglia dei cittadini italiani di informarsi sui decreti che vengono esaminati in Parlamento. L’indignazione può allora essere messa da parte, almeno temporaneamente. Siamo certi che l’italiano medio riuscirà ad odiare i politici anche senza servirsi di bufale trovate sul web.

IL RESPONSO DI BUFALE VIRALI: BUFALA VERIFICATA